Arte e Cultura

Borgo di Rua Catalana Napoli


Una sintesi perfetta tra storia, arte e architettura

Cè sempre una Napoli che non ti aspetti, che sorprende e che affascina.
È quella che molto spesso sconosciuta, ma ricca di storia, aneddoti da raccontare e di altri spunti interessanti tanto da meritarsi comunque la visita.
È il caso del Borgo di Rua Catalana che, nonostante soffra di gravi problemi di degrado sociale e urbano, ha negli ultimi anni assistito alla valorizzazione delle botteghe di lavorazione di materiali poveri, nella scia di un più ampio sviluppo che fu esplosivo nel passato e che ha avuto la sua consacrazione quando il centro storico è stato dichiarato Patrimonio dellumanità.
La Confederazione Nazionale dellArtigianato ha promosso la nascita di questo quartiere-laboratorio, che vede lincontro tra le tecniche dei lattonieri e le più moderne tendenze del design, favorendo un processo di visibilità del borgo, e, quindi, una maggiore attenzione delle Istituzioni e dellopinione pubblica.
Dal 1997, infatti, Rua Catalana è animata dallallestimento di luci e sculture pensato da Riccardo Dalisi Artista, architetto, designer, docente di progettazione alla facoltà di Architettura Federico II e realizzato da tutti gli artigiani della zona.
Un unicum, insomma, tra espressione estetica, architettura e spazio urbano.
Rua Catalana mostra il nuovo uso di complessi supporti di lumi che si configurano come strutture autonome.
Dalisi mostra come sia possibile operare in un modo del tutto nuovo su edifici antichi privi di rilievo architettonico assegnando al lume una capacità di decoro conferitagli dalla tipicità del suo genere.
Nasce, in questottica, il lume chiamato Napolino, dagli articolati bracci di supporto animati da segni che caratterizzano lattività che si svolge nelle botteghe in forma scultorea.
Rame, bronzo, ottone, lavorati e concepiti come punto di incontro tra architettura, artigianato e design, ponendo larte della lavorazione del metallo come punto di confluenza e diffusione di diversi linguaggi e tecniche comunicative.
Spiccano, tra le botteghe dellarte allaperto, le splendide opere dellArtistic Sud realizzate da Ciro Pepe, Tiziana Santarcangelo e Renato Reita.
Il nome Rua Catalana, comunque, non è soltanto legato al fervore delle sue botteghe ma addirittura alle vicende del Santo Patrono della città
Nel 1799, infatti, nel pieno della rivoluzione partenopea, i napoletani ripudiarono il Santo, reo di aver compiuto il miracolo dello scioglimento del sangue dinanzi alle truppe francesi e per di più fuori dalle date consuete.
Allora, anche se per pochi mesi, il patrono fu SantAntonio e sembra proprio che in Rua Catalana furono esposte alcune immagini nelle quali il santo patavino prendeva a scudisciate il rivoluzionario Gennaro.
Ma ci sarebbe voluto ben altro per mettere a repentaglio il viscerale rapporto che lega la città a San Gennaro, tornato infatti dopo poco tempo al proprio posto di comando... (Gianmaria Romano)


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