Arte e Cultura

Biblioteca Nazionale - Napoli


Il primo nucleo della Biblioteca Nazionale risale al 1734, quando salito al trono Carlo di Borbone, La Biblioteca Farnesiana, ereditata dalla madre Elisabetta, fu collocata a Napoli presso la Reggia di Capodimonte.
Verso la fine del XVIII secolo iniziò il progressivo trasferimento e la sistemazione delle raccolte librarie, accresciute con lacquisizione di biblioteche di privati e dei fondi pervenuti con la soppressione degli ordini religiosi, presso il Palazzo degli Studi, oggi sede del Museo Archeologico Nazionale.
La Reale Biblioteca di Napoli fu ufficialmente aperta al pubblico il 1804; e dopo lunità dItalia prese il nome di Biblioteca Nazionale.
Nel corso degli anni il Palazzo degli Studi risultò inadeguato alle dimensioni della biblioteca, a cui fu annesso tra laltro nel 1910 lOfficina dei Papiri Ercolanesi, e pertanto dopo un lungo dibattito si giunse nel 1927 al trasferimento delle raccolte nellala orientale di Palazzo Reale in Piazza del Plebiscito.
La Biblioteca Nazionale occupa il braccio nuovo del palazzo, progettato nel 700 e trasformato dopo il 1837 in appartamento delle feste.
Al primo piano le sale sono decorate con affreschi e stucchi bianco e oro di gusto neoclassico, mentre gli ambienti dei piani superiori, già appartamenti privati reali nell800, presentano decorazioni in stile pompeiano e tempere neogotiche.
Preziosi armadi in noce ed oro, realizzati per il Palazzo degli Studi nella seconda metà del 700, arredano la sala di lettura al primo piano, inoltre ai piani superiori sono conservati un esemplare del leggio girevole della Regina Maria Carolina dAustria e un raffinato lavoro di ebanisteria napoletana: un tavolo con legni intarsiati, ornato dalla rosa dei venti circondata dai gigli borbonici.
La biblioteca, oggi arricchita da collezioni private, conserva oltre 2 milioni fra volumi e opuscoli, 4563 incunaboli, 32950 manoscritti, 1788 papiri ercolanesi, periodici, stampe e disegni.
Alcune tra le più importanti biblioteche storiche napoletane sono confluite nei fondi della Nazionale, quali la San Giacomo, la Provinciale e la San Martino, fra queste la "Brancacciana" risulta essere la più antica: inaugurata infatti nel 1690, fu la prima ad essere aperta al pubblico.
La Sezione Manoscritti e Rari, una delle più importanti in Europa, permette di rileggere pagine della storia del libro.
Sono conservati infatti antichi esempi di Scriptura Beneventana del Mille, testi della Scuola Medica Salernitana del XIV secolo, raffinate miniature trecentesche de Il Libro delle Ore, incunaboli napoletani stampati in età aragonese da Francesco del Tuppo e una copia manoscritta della Gerusalemme conquistata del Tasso.
Ricca è anche la raccolta documentaria del Leopardi.
Morto infatti il poeta, il materiale manoscritto rimase presso lamico Ranieri, che lo aveva assistito durante gli ultimi anni di vita, senza che la famiglia lo rivendicasse.
Quando morì questultimo, un nipote del Leopardi, reclamò la restituzione delle carte, che così attraverso una donazione passarono alla Biblioteca Nazionale.
Scritti vari inediti delle carte napoletane, quadernetti, piccoli fogli di appunti, il materiale pubblicato nello Zibaldone, si conservano accanto alle copie dei celebri canti quali LInfinito,A Silvia, LUltimo Canto di Saffo.
Dalle pagine traspare lesaltazione del poeta prima della redazione definitiva dei testi, le date apposte sui fogli mostrano come la stesura cambi più volte, quale sia la difficoltà nella scelta di una parola; anche la grafia si differenzia nella correzione dei versi mostrandosi talvolta più decisa.
LOfficina dei Papiri Ercolanesi conserva i papiri venuti alla luce fra il 1752 e il 1754 nella villa romana dei Pisoni, situata a nord ovest dellantica Ercolano, villa che ospitava il filosofo Filodemo di Gadara, al quale si deve la formazione della biblioteca.
Sepolti sotto una coltre di lava, i papiri subirono un processo di combustione che ne ha consentito la conservazione.
Laspetto dei rotoli, simile a legni bruciati, si può osservare nelle vetrine della sala espositiva dove si conserva anche la macchina ottocentesca per svolgere i papiri inventata dal padre scolopio Antonio Piaggio, utilizzata fino alla metà del secolo scorso, quando un gruppo di studiosi norvegesi indicò un nuovo metodo basato sulluso di una gelatina e acido acetico.
Databili tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C. i papiri conservano testi in lingua greca quali lopera di Epicuro Sulla Natura, gli scritti di Filodemo di Gadara e le opere di filosofi epicurei.
I pochi papiri in lingua latina venuti alla luce hanno tramandato commedie, opere storiografiche quali un poema su La Battaglia di Azio, testi politici e giuridici.
La Lucchesi Palli è la biblioteca del teatro, della musica e dello spettacolo.
Fu donata nel 1888 allo Stato dal Conte Febo Edoardo Lucchesi Palli.
La ricca collezione, della quale fu bibliotecario dal 1902 Salvatore di Giacomo, conserva lettere autografe di Verdi, autografi di Viviani, spartiti di Paisiello, Rossini e Caruso, numerosi copioni teatrali, monografie e periodici.
Le raccolte del Fondo Aosta furono donate alla Biblioteca Nazionale nel 1947 da Elena dOrléans Duchessa dAosta.
Gli splendidi arredi, i mobili e le librerie in legno dabete che arredano il fondo costituivano la biblioteca privata della nobildonna nella Reggia di Capodimonte.
Le sale, riallestite recentemente, ospitano una ricca raccolta libraria e uninteressante raccolta fotografica con immagini databili fra il 1890 e il 1930, relative a safari, viaggi e momenti della vita privata della famiglia Aosta.
Infine seguono le suggestive sale Africa dove, accanto ai libri, vi sono cimeli e trofei di caccia, armi, strumenti musicali in legno ed osso, e alcuni reperti preistorici del popolo Incas donati alla Duchessa dal Console di Bolivia. (Raffaella Mafia)

Indirizzo
Napoli, Piazza del Plebiscito 1 (all'interno del Palazzo Reale)

Orari
Tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30; il Sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.30
Domenica chiuso

Come arrivare dall'Hotel
Da Piazza Amedeo proseguire con bus n° C25 e scendere a Piazza Trieste e Trento: la Biblioteca Nazionale si trova di fronte alla Chiesa di San Francesco di Paola, all'interno del Palazzo Reale, in Piazza del Plebiscito 1.


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