Arte e Cultura

Lago Fusaro - Campi Flegrei - Napoli


Chiamato dagli antichi "Palus Acherusia", conosciuto da Licofrone e descritto da Strabone, il Lago Fusaro prese questo nome soltanto nel periodo angioino, quando fu utilizzato per la macerazione della canapa, che si coltivava nel territorio cumano.
Di proprietà dei Borboni, dal momento che Carlo III lo acquistò dallo Stabilimento dell'Annunziata per appagare la sua passione venatoria, organizzando battute di caccia nel vicino bosco (Pineta) e pescate nel lago.
Il comprensorio fu valorizzato e abbellito da Vanvitelli padre, progettista delle opere, connesse alla costruzione degli edifici e fabbricati, necessari alla piscicoltura e mitilicoltura.
(Gianni Race - "Bacoli Baia Cuma Miseno: Storia e mito")

Situato a Nord di Napoli, nel territorio del comune di Bacoli, il lago Fusaro è stato il più delle volte classificato dai geografi come lago di barra marina.
Una sottile fascia costiera separa il lago dal mare formando un eccezionale ecosistema di enorme interesse ambientale in cui è visibile la tipica duna litoranea, composta da una variegata vegetazione spontanea, la cosiddetta macchia mediterranea.
Lungo la fascia costiera e nella parte interna fino alle falde del monte di Cuma è facile incontrare: lo zigolo, la camomilla, il rosmarino, il leccio, il corbezzolo, il lentisco, l'alanterno, il ginepro, il tamaro, il pungitopo e il fico degli ottentotti.
La laguna salmastra del Fusaro (conosciuta fin dal III secolo a.C. come "Acherusia Palus") grazie alla presenza di sorgenti d'acqua dolce, per decenni ha potuto proporre al mondo, ostriche di qualità superiore.
Agli inizi del nostro secolo, il lago Fusaro e le strutture annesse facevano tutti parte di un'unica enorme azienda capace di fornire pane e lavoro a centinaia di persone: la Real Casina (la cosiddetta "Ostrichina"), il Gran Restaurant, i Padiglioni (stalloni) e il verde Parco.
Turisti provenienti da tutto il mondo, potevano pranzare al Gran Restaurant al prezzo fisso di 5 lire.
C'erano sale da ballo e di "bigliardi", si potevano fare battute di pesca, passeggiate in barca nel lago o dedicarsi al tiro a segno col colombo (tiro al piccione).
Addirittura per immortalare momenti belli e forse irripetibili, al Fusaro si stabilì una succursale dello stabilimento fotografico: la "Jone Pompeiana".
Il governo d'allora, grazie a tutto questo, e soprattutto allo Stabilimento Ostreario, premiò con medaglia d'oro i curatori del Centro.
(Ciro Amoroso, Guida autorizzata dell'Ufficio Beni Culturali del Comune di Bacoli)


I Resti della Villa di Servilio Vatia

Tra il II e il I secolo a.C., sulle sponde del lago Fusaro, i Romani costruirono numerose ville e stabilimenti termali; fra queste la più famosa era quella del Console romano Servilio Vatia.
I Romani che gli invidiavano spesso la pace ch'egli cercò e ritrovò in questi lidi incantati, ripeterono spesso la frase: "O Vatia tu solus scis vivere".
Costruita sulla sommità di un grosso banco tufaceo ed in posizione strategica, la villa marittima di Servilio Vatia seguiva il profilo della collina fino al mare, dov'erano le peschiere.
Così il Console, come altri suoi coetanei (A. Ortensio Ortalo), poteva lontano dal caos della metropoli romana, dedicarsi alla quiete e alla "piscicoltura".
E' da attribuire a quel periodo il canale che, tagliando il promontorio, unisce il lago al mare.
(Ciro Amoroso, Guida autorizzata dell'Ufficio Beni Culturali del Comune di Bacoli)

Archeologicamente, l'aspetto più interessante, è rappresentato dai resti dell'antica villa di Servilio Vatia, detto l'"Isaurico", a causa della schiacciante vittoria riportata nel 79 a.C. sugli Isauri.
La stupenda villa dell'abile uomo d'armi, era sì costruita ed arredata con raffinatezza, ma era al tempo stesso, grazie soprattutto alla strategica posizione che aveva sul mare, una vera e propria fortezza autosufficiente.
Purtroppo non restano che pochi avanzi, dal momento che cave di pozzolana e i bunker ricavati, durante l'ultimo conflitto mondiale, nella crosta tufacea, ne hanno notevolmente alterato la consistenza.
In quel posto, sono state rinvenute stupende statue d'imperatori ed uomini famosi.
(Gianni Picone - "Da Posillipo a Cuma")

Come arrivare dall'Hotel
Dalla Stazione di Piazza Amedeo proseguire con la metropolitana della linea 2, direzione Gianturco, e scendere a Montesanto (prima fermata); proseguire con treno Cumana (linea Napoli-Torregaveta) dal capolinea di Piazza Montesanto (a 100 mt. dalla stazione della metropolitana) e scendere alla fermata di Baia; proseguire con bus S.E.P.S.A. Lucrino-Torregaveta e scendere alla fermata Fusaro. La distanza da Baia all'ingresso del Parco Fusaro è 1 Km circa.


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