Museo di Paleobotanica ed Etnobotanica
Il Museo di Paleobotanica ed Etnobotanica occupa parte delle sale ristrutturate dell’edficio seicentesco chiamato “Castello” sito nel Real Orto Botanico di Napoli.
L’ingresso e le prime due sale sono dedicate alla Paleobotanica.
Elemento focale della sezione è un albero filogenetico tridimensionale, alto due metri e mezzo, che illustra la comparsa e l’evoluzione dei principali gruppi delle piante terrestri dal Siluriano (435 milioni di anni fa) fino ai nostri giorni.
Ogni ramo corrisponde ad un ordine mentre ai colori corrispondono le classi.
L’estinzione di un gruppo è rappresentata dall’interruzione del ramo.
Una serie di vetrine descrive i vari gruppi rappresentati dall’albero filogenetico con l’ausilio dei resti fossili di piante accompagnate da etichette, da testi e da ricostruzioni grafiche.
La descrizione delle antiche piante vascolari include la ricostruzione di forme vegetali primitive prive di foglie e radici.
Altre vetrine descrivono i licopodi, gli equiseti, le felci, le progimnosperme, le conifere, le bennettitee, le cicadee, le pteridosperme e le angiosperme.
Una serie di modelli in cotto illustra le varie fasi dell’evoluzione del seme ed un altro settore illustra la Paleopalinologia (studio dei pollini fossili) e la Paleoclimatologia (studio del rapporto tra la forma delle foglie e le caratteristiche climatiche).
Le altre tre sale del Castello sono dedicate all’Etnobotanica ed espongono oggetti provenienti dalle Filippine, Borneo, Sumatra, Amazzonia, e Messico disposti in vetrine tematiche ispirate alle varie attività quotidiane delle popolazioni indigene di queste aree.
I manufatti sono accompagnati da testi esplicativi, etichette e, quando disponibile, dalle materie prime e da fotografie che illustrano le piante in natura, la loro lavorazione, il loro utilizzo alimentare e terapeutico, i rituali curativi e la preparazione di veleni vegetali.
Molte vetrine sono dedicate ad oggetti provenienti dalle Filippine come i violini ottenuti scolpendo la cassa armonica in un unico blocco di legno e le corde attorcigliando tra di loro dei capelli.
Tra gli oggetti personali sono compresi dei contenitori di bambù detti “lukà” contenenti una miscela masticatoria tonica e stimolante fatta di foglie di Nicotina tabacum, foglie di Piper betel e semi di palma (Areca catechu) contenenti alcaloidi e polvere di conchiglia calcinata.
Le vetrine della popolazione del Palawan ospitano oggetti per la caccia come la lancia di legno di Diospyros e contenitori di porta tabacco di fibre di Pandanus.
Tipica di Sumatra una canoa di legno di Shorea con il suo corredo di nasse e tipici oggetti del Borneo come il feticcio usato per rituali diagnostici e curativi di legno di Oncosperma orridum (Arecaceae).
Testimoni dell’uso delle agavi per l’alimentazione e per la costruzione di manufatti da parte dei messicani sono le vetrine che espongono borsine, ventagli e amache ed altri oggetti di uso domestico.
A rappresentare l’Amazzonia, due importanti colture: il “guaranà” (Paullinia cupana) i cui semi sono usati come succedanei del caffè con una percentuale di caffeina del 3-5% e la “manioca” (Manihot esculenta) i cui tuberi sono usati per preparare la farina.
Sono esposte poi le armi usate per la caccia come le frecce avvelenate con il curaro, potente veleno di origine vegetale che provoca l’immobilizzazione e la morte repentina dell’animale che resta commestibile poiché l’assorbimento gastrico del veleno è minimo.
La sezione di Etnobotanica è comunque in continuo divenire dal momento che continuano le ricerche in tale settore.
Questo Museo rappresenta un luogo ideale per gli studiosi della materia che vogliono approfondire le loro conoscenze ma di certo risulta molto interessante anche per color che, spinti da curiosità, vogliono scoprire gli usi e le tradizioni di popoli lontani che spesso hanno anticipato tecniche di cura e di costruzione manifatturiera seguendo semplicemente un istinto di sopravvivenza ed utilizzando le risorse della natura. (Carmen Greco)
Indirizzo
Napoli, Via Foria 223
Orari
Tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 14.00
Sabato e Domenica chiuso
Prezzi
Ingresso Gratuito
Come arrivare dall'Hotel
Dalla Stazione di Piazza Amedeo proseguire con la metropolitana della linea 2, direzione Gianturco, e scendere a Piazza Cavour (seconda fermata); proseguire a piedi per circa 50 mt. in direzione di Piazza Carlo III: il Museo di Paleobotanica ed Etnobotanica si trova all'interno del Real Orto Botanico in Via Foria 223.
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