Arte e Cultura

Museo Nazionale di Capodimonte - Napoli


Il Museo Nazionale di Capodimonte può essere definito il primo nucleo museale napoletano.
Un edificio di antico prestigio, collocato in una splendida posizione collinare, ricco di importanti e pregiatissimi nuclei collezionistici, allestito con efficaci soluzioni museografiche che, come la particolare  illuminazione delle sale al secondo piano, valorizzano lo splendore delle inestimabili opere che vi sono raccolte.
Tali caratteristiche, ne fanno, senza dubbio, un grande museo “universale” - nel solco dell’idea e dell’immagine di “Napoli come grande Capitale europea dell’arte e della cultura” che aveva ispirato, alla metà del ‘700, Carlo di Borbone, proprio nell’edificazione della Reggia - in cui sono esposti inestimabili materiali artistici diversi e di gran pregio, che documentano le varie e più significative esperienze maturate nei secoli in Oriente ed Occidente, in Europa e in Italia.
Al Museo Nazionale di Capodimonte è possibile ammirare le splendide raccolte di "Porcellane Policrome", di celebre manifattura di “porcellana tenera” della Real Fabbrica di Capodimonte, oltre che le raccolte di varie fabbriche straniere rinomate nel ‘700 europeo, quali Meissen, WedgWood, Sevres, Hochst ed anche manifatture cinesi di Kangxi (1660-1700), e porcellane giapponesi del XVIII secolo.
Si possono, inoltre, ammirare i preziosi avori, le ambre e gli smalti Gotici di casa Farnese, i cristalli di rocca incisi, le medaglie, gli arazzi della Collezione Borbonica e della Galleria degli Arazzi d’Avalos, gli argenti, i bronzi, i mobili dalla seconda metà del ‘700 alla fine dell’800 ed altri oggetti di arredo di Corte, testimonianza di un interesse collezionistico colto e raffinato.
Il nucleo più antico, costituito dalla “Collezione dei Farnese”, negli anni si è notevolmente arricchito con l’acquisizione di collezioni di notevole interesse, tra le quali, solo per citarne alcune, la “Collezione d’Avalos” del 1862 e la “Collezione De Ciccio” del 1958, che hanno ulteriormente impreziosito il nucleo originario, con maioliche ispano arabe del XV-XVI secolo, ceramiche, porcellane e una rara e pregiata raccolta di vetri di produzione veneziana.

LA GALLERIA FARNESE
Nelle sale allestite al “piano nobile”, si susseguono le opere farnesiane, tra le quali, in primis, la celebre “Quadreria”, una fitta successione di tavole e tele (per lo più, di Scuola Emiliana), che costituiscono un’emozionante documentazione della pittura in Italia e in Europa del XV-XVI secolo.
Tra le tele più interessanti e suggestive appartenenti alla Collezione Farnese, possono citarsi, l’indimenticabile “Madonna del Divino Amore”, del 1517, di Raffaello Sanzio, e il ritratto del Cardinal "Alessandro Farnese” (futuro Papa Paolo III), del 1509, di Raffaello Sanzio, simbolo della politica di “immagine” e di mecenatismo artistico su cui la famiglia Farnese fonderà il proprio prestigio e la propria grandezza; lo sguardo magnetico del ritratto di "Galeazzo Sanvitale”, del 1524, del Parmigianino; il magnifico “Sposalizio mistico di Santa Caterina”, del 1585, di Annibale Carracci, seguace del classicismo cinquecentesco di Correggio e Raffaello; la preziosa copia del “Giudizio Universale” eseguito da Michelangelo nella Cappella Sistina, di Marcella Venusti (1550 ca.); la seducente “Danae” di Tiziano Vecellio, del 1544-1546, commissionata da Alessandro Farnese per la sua camera da letto; il magnifico gioco di chiaroscuri del “Ragazzo che accende una candela”, del 1575, di El Greco; il “Misantropo" e la "Parabola dei Ciechi”, del 1568, di Pieter Bruegel; la “Caduta di Icaro”, olio su rame del 1606, tra le sei piccole, straordinarie scene mitologiche ispirate alle “Metamorfosi di Ovidio”, del pittore veneto Carlo Saraceni.
Sempre al primo piano, vi è la raccolta di arredi e arti decorative del ‘700 e ‘800, preziosi cristalli di rocca finemente incisi, gemme antiche e cammei, sculture, bronzi, e la “Galleria delle Cose Rare Farnesiane”, tra le quali, spiccano, un prezioso trofeo da tavola, in argento dorato (1610 ca.), munito di un meccanismo che lo rende semovente, e il celebre “Cofanetto Farnese”, esemplare unico dell’oreficeria cinquecentesca, eseguito in argento dorato, cristallo di rocca, smalto e lapislazzuli, decorato da rilievi sbalzati su ogni faccia, sia interna che esterna, raffiguranti figure di divinità e scene di battaglia.

L’ARMERIA REALE

La Collezione Reale di Armi Farnesiana e Borbonica, è una delle più importanti raccolte del genere, conta circa 4000 pezzi ed è costituita da numerose e pregevoli armature a armi bianche, e da fuoco, di provenienza farnesiana o borbonica.
Si tratta di una ricca raccolta di armi tedesche, inglese e dell’Italia Settentrionale, di eccezionale fattura, e di un gruppo di armi, c.d. Borbonico, in quanto collezionato dal Re di Napoli e prodotto, per la gran parte, nella Real Fabbrica di Capodimonte, fondata da Re Carlo di Borbone nel 1734.

LA GALLERIA DELLE ARTI A NAPOLI

Al secondo piano, la galleria “Le Arti a Napoli dal ‘200 al ‘700” è dedicata alle opere di Ambito napoletano per lo più provenienti da Chiese e Monasteri soppressi nel corso dell’800, e dalla Collezione d’Avalos.
Tra le opere pittoriche più note, la meravigliosa e, sapientemente illuminata, pala di Simone Martini, “San Ludovico di Tolosa” del 1317 (prov. Napoli, Chiesa di San Lorenzo Maggiore); la “Tavola Strozzi”, veduta di Napoli col ritorno della flotta aragonese, di Ignoto di fine ‘400, acquisita da Palazzo Strozzi nel 1910; oltre, le tele del Mattia Preti, tra le quali, il “Convitto di Baldassarre” e il “San Sebastiano”; le sorprendenti tele, “Leda e il Cigno” e “Lucrezia e  Tarquinio”, (prov. Collezione D’Avalos), di Luca Giordano; lo struggente “Apollo e Marsia”, di Jusepe de Ribera, (prov. Collezione d’Avalos) e il crudo naturalismo della “Maddalena in meditazione”, recente acquisizione del 2001, di Jusepe de Ribera, (prov. da Collezione Privata, Firenze), che si affiancano al “Sileno Ebbro”,al “San Girolamo” e l’”Angelo del Giudizio”, opere del 1626 del Ribera, già parte della Collezione Borbonica; ed ancora, l’applauditissima “Flagellazione di Cristo” del Caravaggio, 1607-1609, e l’”Annunciazione”, 1557, di Tiziano Vecellio, entrambe provenienti dalla Chiesa di San Domenico Maggiore in Napoli.

LA GALLERIA DELL'OTTOCENTO E DELL'ARTE CONTEMPORANEA

Al terzo piano ammezzato, sono collocate la “Sezione dell’800", oggi più di 900 numeri di inventario, tra cui capolavori di G. Balla, A. Mancini, A. S. Pitloo, G. Gigante, G. De Nittis, D. Morelli, F. Palizzi, G. Toma, G. Boldini, F. P. Michetti, V. Gemito, e la “Sezione dell’Arte Contemporanea”, con opere di Alberto Burri, il “Grande Cretto Nero”, 1978; “Vesuvius” di Andy Warhol, 1985; e solo per citarne alcuni, di Pistoletto, Kounellis, Merz, Paladino, Kosuth, Barisani, Cucchi.
Infine, al piano terra e al piano ammezzato sul versante occidentale dell’edificio, è sistemata la raccolta grafica, ovvero il “Gabinetto dei disegni e delle stampe”, con più di 2000 disegni, tra i quali, solo per riportarne alcuni, un raro disegno, “Fanciullo morso da un Gambero” di Sofonisba Anguissola; i tre cartoni preparatori di un particolare degli affreschi nella Cappella Paolina in Vaticano, del 1546 ca. di Michelangelo Buonarotti; il “Mosè davanti al Roveto Ardente” e la “Madonna del Divino Amore”, superbi cartoni preparatori di Raffaello Sanzio; “Giuditta decapita Oloferne” di Rembrandt del 1650 ca.; ed inoltre, più di 20,000 stampe, tra cui alcune incisioni di scuola nordica, da Durer ad alcuni grandi olandesi, Luca di Leyda e Rembrandt, e un nucleo consistente di fogli con studi e progetti dell’architetto Ferdinando Sanfelice che - con Domenico Antonio Vaccaro, fu tra i grandi esponenti del Rococò napoletano - fornì un pregevole contributo per la pittura di paesaggio a Napoli in età romantica. (Simona Virgilio)

Indirizzo
Napoli, Via Miano 1

Orari
Tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30
1 Gennaio dalle ore 14.00 alle ore 19.30
Mercoledì chiuso (eccetto durante la "Settimana per la Cultura")

Prezzi
EUR 7,50 Adulti
EUR 6,50 Adulti (Ingresso dalle ore 14.00)
EUR 2,50 Adulti (supplemento mostra)
EUR 3,75 per i cittadini della Unione Europea tra i 18 e i 25 anni
EUR 1,25 per i cittadini della Unione Europea tra i 18 e i 25 anni (supplemento mostra)
Ingresso Gratuito per i cittadini della Unione Europea sotto i 18 e sopra i 65 anni
Ingresso Gratuito con Campania Artecard
EUR 1,50 Prenotazione ingresso
EUR 4,00 Audioguide in Italiano e Inglese (durata 70 minuti)
La biglietteria chiude un’ora prima dell'orario di chiusura del Museo

Servizi
Informazioni, Guardaroba, Libreria e Didattica

Note
Il Museo Nazionale di Capodimonte è un sito incluso nel circuito CAMPANIA ARTECARD

Come arrivare dall'Hotel
Dalla Stazione di Piazza Amedeo proseguire con la metropolitana della linea 2, direzione Gianturco, e scendere a Piazza Cavour (seconda fermata); proseguire con bus da Piazza Museo (vicino la stazione della metropolitana di Piazza Cavour) n° 137 o 160 o 178 oppure con bus da Via Pessina (strada ad angolo con Piazza Museo) n° 24 o R4, e scendere alla fermata di Miano: il Museo Nazionale di Capodimonte si trova in Via Miano 1.


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