Arte e Cultura

Real Bosco di Capodimonte - Napoli


Il Real Bosco, polmone verde della città di Napoli che circonda per circa centoventiquattro ettari la Reggia di Capodimonte, nasce nel 1734 come riserva di caccia del Re Carlo III di Borbone, affascinato dalla bellezza della collina.
Prima di quest'epoca la collina era sede d'insediamenti rurali, monasteri e casali di campagna e solo dopo il 1734 vennero delineati i confini del Real Sito di Capodimonte, ad oggi per lo più immutati.
Il bosco, a differenza degli altri parchi reali, fu concepito in maniera del tutto autonoma rispetto alla dislocazione della Reggia e l'impianto stesso fu studiato in rapporto alle attività venatorie che, oltre a rappresentare una passione per il Re, era una vera e propria "funzione di Stato" che impegnava una variegata Corte composta da ministri, nobili, ospiti stranieri, oltre ad artisti e pittori chiamati a ritrarre le varie scene.
Nel 1738 l'architetto Ferdinando Sanfelice organizzò il piano architettonico del Parco secondo un impianto scenografico di evidente impostazione Barocca, con cinque lunghissimi viali alberati irradiantisi dal piazzale d'ingresso, ricchi di numerose statue di marmo, ed intersecati, grazie a suggestivi giochi prospettici, da viali minori tracciati all'interno di una fitta vegetazione naturale di lecci, tigli, aceri, olmi, roverelle, sambuchi ed un sottobosco di edere, rovi, ortiche, pungitopo, tarassaco e ciclamini.
Il viale di mezzo terminava su di una colossale statua, denominata "il Gigante", ora collocata vicino alla "Fontana di Mezzo" ed in parte costituita da frammenti antichi.
Il Sanfelice studiò anche l'impianto di specie arboree idonee al rifugio ed alla riproduzione dei diversi tipi di selvaggina destinati a popolare il bosco.
Oggi all'interno del Parco, a cui si accede attraverso i tre ingressi di Porta Piccola, Porta Grande e Porta Miano, tra gli alberi più pregiati ed antichi si trovano le querce, i castagni, i cipressi, i pini e rarissimi alberi di lauro canfora.
Sparsi nel verde vi sono una serie d'edifici allora destinati allo svolgimento della vita di Corte, a funzioni di culto, ad attività agricole e zootecniche e al ruolo di fabbriche.
Degni di menzione sono:
- il "Casino della Regina", alloggio della Regina Madre e sede di feste e di ricevimenti privati;
- la "Palazzina dei Principi";
- la "Chiesa di San Gennaro", eretta nel 1745 per dare assistenza religiosa ai numerosi lavoratori che abitavano il Parco;
- l'"Eremo dei Cappuccini", in stile Neogotico, adibito oggi a sede scolastica;
- la "Fabbrica della Manifattura di Porcellana";
- la "Fagianeria", con fagiani di origini esotiche;
- il "Cellaio";
- la "Vaccheria", vera e propria azienda agricola.

Nell'800 tutta l'area di Capodimonte fu protagonista di grandi cambiamenti.
Sotto il Regno di Ferdinando I il bosco, pur confermando la sua primaria destinazione d'uso, assunse man mano i caratteri del giardino all'inglese.
Con l'ascesa al trono di Ferdinando II il parco subì una radicale trasformazione e divenne adatto più al passeggio che alla caccia.
La trasformazione si estese anche agli edifici che furono abbelliti e ampliati.
L'avvento dei Savoia nel XIX secolo rappresentò una continuità per il complesso che si modificò solo in alcune sue parti.
Degli antichi orti oggi rimane solo il Giardino Torre (o Orto Reale) all'estremità Nord-Est del bosco dove si trovavano gli alberi che per primi hanno prodotto la ciliegia "d'ò monte".
Con l'istituzione del "Real Orto Botanico" di Napoli, a vagliare le "strategie vegetali degl'insediamenti regi", si ebbe la svolta definitiva nell'assetto del Parco di Capodimonte, che portò anche all'introduzione, intorno alla fine dell'800, di una gran quantità di palme, tra cui anche un unico esemplare di palma argentata.
Nel 1928 il Parco divenne Demanio dello Stato e solo nel 1950, acquisito lo status di "Parco", fu aperto al pubblico.
Il Parco di Capodimonte rappresenta non solo una delle aree verdi più grandi di Napoli, ma anche un luogo ideale per lo studio e la conservazione di piante rare. (Carmen Grieco)

Indirizzo
Napoli, Via Bosco di Capodimonte e Via Capodimonte

Orari
Aperto nei giorni feriali dalle ore 9.00 ad unora prima del tramonto
1 Gennaio e 25 Dicembre chiuso

Prezzi
Ingresso Gratuito

Come arrivare dall'Hotel
Dalla Stazione di Piazza Amedeo proseguire con la metropolitana della linea 2, direzione Gianturco, e scendere a Piazza Cavour (seconda fermata); proseguire con bus da Piazza Museo (vicino la stazione della metropolitana di Piazza Cavour) n° 137 o 160 o 178 oppure con bus da Via Pessina (strada ad angolo con Piazza Museo) n° 24 o R4, e scendere alla fermata di Miano: il Real Bosco di Capodimonte si trova in Via Capodimonte.

Reggia di Capodimonte


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