Arte e Cultura

Scavi Archeologici di Cuma - Campi Flegrei - Napoli


La città di Cuma è la più antica colonia greca d'Occidente, dalle origini mitiche cantate da Virgilio.
L'ipotesi più verosimile è che essa è stata fondata intorno al'VIII secolo a.C. dagli abitanti della vicinissima "Pithekoussai" (Ischia) provenienti dalle città eoboniche di Calcide ed Eritrea.
Insieme ai segni del Battistero ottagonale della Chiesa Paleocristiana (VI-VII secolo), testimoni della fase greca della città sono i due grandi templi, trasformati in Chiese nel Medioevo: quello di "Apollo", con pochissimi elementi del primo tempio arcaico, conserva il podio e le tracce del rifacimento romano di età augustea, e quello detto di "Giove", sulla cima più alta dell'Acropoli, del quale sono appena identificabili i resti delle più antiche fasi, greca (V secolo a.C.) e sannitica.
Mentre è meglio documentata la fase romana e quella della Chiesa Paleocristiana.
Se Pozzuoli (Puteoli) è legata agli affari e al commercio, pei i Romani Cuma (Cumae) diviene un luogo sacro, soprattutto dopo il racconto di Virgilio: qui la "Sibilla Cumana", leggenderia sacerdotessa di Apollo, rivela il futuro ad Enea.
L"Antro della Sibilla", infatti, fin dall'antichità, è il luogo più famoso e misterioso di tutti i Campi Flegrei: alta circa 5 metri e lunga oltre 130, la grotta, la cui penombra è attraversata da lame di luce, è di straordinaria suggestione.
Scavata nel tufo, interamente ad andamento rettilineo, termina in un vasto ambiente rettangolare che fa da vestibolo ad un ampio locale a tre nicchie, che si credeva sede della Sibilla Cumana.
Studi recenti rimettono però in discussione questa interpretazione e propongono di ravvisare nell'Antro un'opera dell'antica ingegneria militare, un camminamento protetto scavato ai piedi delle mura che si inerpicavano verso l'Acropoli e destinato a proteggere il sottostante approdo: sulla terrazza esterna erano appunto posizionate le catapulte e le altre macchine belliche utilizzate per la difesa del porto.
Nell'area ai piedi dell'Acropoli, precocemente occupata dall'insediamento urbano, è il "Foro" di età sannitica e romana, sotto il quale si celano i resti dell'Agorà della città greca.
Nell'area del Foro, è presente anche un grande complesso termale di età repubblicana, più volte restaurato fino ad età tardo antica.
Le "Terme" risalgono agli inizi del II secolo d.C. e disponevano di due ingressi aperti a Sud e a Est; quest'ultimo immetteva in un vestibolo comunicante col "frigidarium", l'altro invece si affacciava sullo spiazzo della palestra.
Gli ambienti riscaldati si allineavano a Sud secondo l'abituale successione di "tepidarium", "sudatio" e "calidarium".
Più oltre, verso Ovest, si conservano i resti del "praefurnium" e a Nord-Est del corpo principale si trova una cisterna divisa in quattro compartimenti.
Ricco e articolato dovette essere l'apparato decorativo: colonne in cipollino marcavano l'accesso al "frigidarium", lastre marmoree ed intonaci dipinti ornavano le pareti e mosaici e lavori in "opus sectile" impreziosivano i pavimenti.
Il monumento più rilevante è il tempio grandioso di Giove, di età ellenistica (III secolo a.C.), sorto sul sito di un tempio di età arcaica trasformato poi in "Capitolium" e restaurato a varie riprese fino all'età romana imperiale, epoca alla quale risalgono le statue colossali di culto in marmo, ora conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Fuori della cinta fortificata, è la "Necropoli" settentrionale di cui fa parte una tomba principesca straordinaria della fine dell'VIII secolo a.C (tomba Artiaco 105, il cui corredo è conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli), una grande tomba sotterranea a "tholos" (con volta a pseudocupola in blocchi di tufo) del IV secolo a.C. ed una tomba monumentale di età imperiale romana, dalla quale provengono resti umani privi di cranio, sostituito da maschere di cera.
Dal lato opposto della città, fuori le mura, è l'Anfiteatro, costruito in opera incerta, risalente al tardo II secolo a.C., uno dei più antichi della Campania e del mondo romano.

Indirizzo
Pozzuoli, Via Monte di Cuma 3 (Napoli)

Orari
Tutti i giorni dalle ore 9.00 ad unora prima del tramonto
1 Gennaio, 1 Maggio e 25 Dicembre chiuso

Prezzi
EUR 4,00 Adulti
EUR 2,00 per i cittadini della Unione Europea tra i 18 e i 25 anni
(valido 2 giorni per 4 siti: Museo Archeologico dei Campi Flegrei a Baia, Parco Archeologico di Baia, Anfiteatro Flavio, Serapeo - Tempio di Serapide - a Pozzuoli e Scavi Archeologici di Cuma)
Ingresso Gratuito per i cittadini della Unione Europea sotto i 18 e sopra i 65 anni
Ingresso Gratuito con Campania Artecard
La biglietteria chiude unora prima dell'orario di chiusura

Note
Gli Scavi Archeologici di Cuma sono un sito incluso nel circuito CAMPANIA ARTECARD

Come arrivare dall'Hotel
Dalla Stazione di Piazza Amedeo proseguire con la metropolitana della linea 2, direzione Gianturco, e scendere a Montesanto (prima fermata); proseguire con treno Cumana dal capolinea di Piazza Montesanto (a 100 mt. dalla stazione della metropolitana) e scendere alla fermata di Fusaro; proseguire con bus S.E.P.S.A. Miseno-Cuma.

ESCURSIONI GIORNALIERE - VISITE GUIDATE
L'escursione agli Scavi Archeologici di Cuma è inclusa nell'itinerario della visita guidata dei Campi Flegrei organizzata dall'Hotel.
Per conoscere tutti i dettagli del programma dell'escursione ai Campi Flegrei invitiamo ad usare il link sottostante

Escursione Cuma - Scavi Archeologici


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